About

Shamur. Un termine misterioso che ricorda l’Oriente, caldo come i colori dell’India, carezzevole come i suoi tessuti, profumato come le sue storie e spezie. In ebraico significa “conservato”, ma Shamur è anche l’unione di due nomi: quello di un pastore tedesco femmina, Sasha, che purtroppo non c’è più, e quello di Maurizia, che l’ha tanto amata da desiderare che vivesse per sempre, e non soltanto nel suo cuore, battezzando così una linea di maglieria, interamente ideata e realizzata sotto la Mole.

Amante dei cani, dei viaggi e della moda, Maurizia è la creatrice e l’anima di Shamur. Dal suo curriculum di studi e di vita fanno capolino una laurea in Architettura con la tesi di laurea sulla riqualificazione di un vecchio quartiere all’Avana, una specializzazione allo Iaad e gli studi da stilista, quindici viaggi in India e nel resto del mondo per raccogliere esperienze e interiorizzare culture lontane e differenti. Una passione per la moda che nasce da bambina, e che proseguendo si è arricchita con lo studio dei tessuti e la produzione tessile, la ricerca di nuove tendenze, la gavetta cucendo e stirando da una magliaia, per apprendere i trucchi di un mestiere e un sapere artigianale ormai in via d’estinzione.

“Per i capi Shamur utilizzo solo filati italiani prodotti a Biella, lane a chilometro zero, colorati con pigmenti naturali – racconta Maurizia – l’ispirazione per disegnare le linee invece viene dai miei viaggi: le passeggiate in giro per la mia Torino o per il mondo, pensieri e idee che la notte si trasformano in progetti. Shamur gioca con linee sobrie ed essenziali, colori caldi ed eleganti, tessuti e filati naturali e a basso impatto ambientale, per una moda a chilometro zero, che sa conciliare tradizione e innovazione, rispetto per l’ambiente e vivacità.”

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